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Tutto Quello Che Sai Sull’Open Source è Falso. Ecco Perché

 

Vogliamo fare una scommessa? Hai appena letto la parola Open Source, a questo punto le cose sono due: o non sai cosa vuol dire o subito la tua mente ha già associato alcuni termini

Sono concetti e assunzioni che hai assorbito nel tempo e che piano piano sono diventati quasi plausibili.

Il problema è che sono falsi.

Scommettiamo che ti leggo nella mente e scrivo qui sotto quello a cui pensato?

 

Vediamo, proviamo con il primo pensiero.

 

L’Open Source è per chi non può permettersi il software proprietario.

E' per i poveracci. Per chi non ha la possibilità di comprare qualcosa che costa e deve “accontentarsi” del software gratuito.

 

Ecco la prima bugia.

 

Se la verità è questa perché aziende del calibro di Microsoft, Google, Amazon, Facebook - che non mi pare abbiano problemi di spesa - usano nei loro prodotti software Open Source? Perché è gratis?

C’è qualcosa che non quadra.

Perché poi le stesse aziende, oltre a farne uso smodato, ne producono in grande quantità?

Quello che forse non sai è che Facebook ha creato un linguaggio ultra famoso come React e il proprio database numero uno  (Presto), rilasciando interamente il codice al pubblico.

Microsoft non è stata da meno. Oltre ad aver rilasciato il codice di Visual Studio Code, .NET, Typescript, Powershell, da tempo sta investendo tantissimo denaro nel promuovere l’Openess.

 

Ora veniamo al secondo pensiero che credo ti abbia sfiorato: il software Open Source è gratis “quindi” vale poco.

 

Ecco. Ma se vale poco, perché la Linux Foundation ha membri così illustri nella sua board?

Infatti oltre alle aziende citate poco sopra ci sono anche: Cisco, Intel, VMware, Samsung, AT&T, Fujitsu e tante altre.

Cito testualmente la mission della fondazione, “risolviamo problemi complessi che riguardano la tecnologia e il business usando: l’Open Source”

Ancora.

Perché Red Hat è una delle aziende più in crescita nel mercato dell’IT americano? Paladina del software e della filosofia Open, ha ammesso che il segreto sta tutto nel proprio modello di business, basandosi su codice open gli ha permesso d'innovare ponendosi sempre un passo avanti ai concorrenti.  Fino a essere comprata di recente da un colosso come IBM, che ha sborsato la cifra più alta mai vista per un acquisto di una società di software: 34 miliardi di dollari.

 

O vogliamo parlare ancora di Microsoft che ha comprato per 7.5 milardi di dollari uno degli emblemi dell’Open Source mondiale: GitHub. Il repository più grande esistente di codice open e documentazione, la piattaforma simbolo di collaborazione e sviluppo condiviso.

Strano no? Sanno qualcosa che noi non sappiamo?

No. Semplicemente hanno scelto questo tipo software per un motivo diverso: per l’alto tasso d'innovazione e valore che esso racchiude.

 

Quindi che l’Open Source valga poco è una grossa bugia. Non trovi?

 

Terzo e ultimo pensiero. Hai sicuramente associato al termine Open Source un’altra parolina. Complicato, complesso, cosa da nerd, da smanettoni. Vero?

 

Probabilmente lo era in passato. Ma non nel 2019. Nel 2019 è un’altra, ennesima bugia.

Ti spiego perché.

 

Il nostro lavoro come Nethesis è quello di creare un ponte tra la complessità dell’Open Source e il business. Tramite i nostri prodotti e il progetto Open che sta alla base di essi, noi semplifichiamo tecnologie complesse.

Come?

Aiutiamo system integrator, professionisti dell’ICT e sysadmin ad amministrare con pochi click potenti sistemi enterprise.

Questo perché nascondiamo sotto il cofano e una moderna UI, ingranaggi e automatismi molto ben congegnati. Come quelli di un orologio meccanico che cela sotto la scocca, la precisione e la maestria dei mastri orologiai. 

 

La semplificazione viene creata grazie alla cura dell’interfaccia, wizard intuitivi e l’automazione di procedure comuni per l’utente, abbassando notevolmente la barriera d’ingresso per chi si approccia la prima volta ai nostri sistemi.

 

Siamo artigiani del software, il nostro metodo produttivo è efficiente e innovativo.  Da sempre scegliamo le materie prime con cura maniacale, usando solo il miglior software Open Source in circolazione da integrare nei nostri sistemi, senza compromessi. Il software proprietario non ci garantirebbe il controllo e la trasparenza che stanno alla base dei nostri standard di produzione

 

Il codice aperto è il nostro ingrediente segreto. Il componente esclusivo che insieme all’eccellente know aziendale, ci permette di creare software con elevati standard di qualità e ad alto tasso d'innovazione.

Ricapitolando.

Tutto quello che ti hanno detto sull'Open Source è falso. Il futuro dell'IT è Open.

Forse è arrivato il momento sfruttare questa opportunità

 

Alessio Fattorini - Community Marketing Manager

Particolarmente attratto da tutto quello che aiuta ed incentiva le persone a lavorare e collaborare insieme.
In Nethesis creo community, racconto storie e lavoro con l'Open Source.
Community Strategist, Copywriter, Speaker internazionale e Linux Sysadmin

This Post Has 2 Comments
  1. concordo in gran parte su tutto. sta di fatto però che google e facebook non rilasciano come opensource le parti core del loro business, come gli algoritmi di ricerca. tengono ben nascosta tutto il codice che li arricchisce.
    microsoft sta oggettivamente rilasciando tutto, ma di fatto (e semplificando parecchissimo) sta guadagnando col cloud, ovvero con infrastrutture che pochissime aziende nel mondo possono permettersi di costruire.
    mi ricordo un post di google in cui parlavano di google spanner, e un commento di hacker news in cui si diceva che potrebbero tranquillamente rilasciare il codice come open, tanto per farlo funzionare occorre mettere in piedi infrastrutture talmente avanzate (tipo timestamp calcolati usando orologi atomici) che solo google si può permettere.
    tutto questo per dire: il codice per molte aziende “attive sull’open” è un dettaglio.

     
  2. Ciao Diego lo so benissimo. Infatti non cito quelle aziende come paladini dell’Open, solo di aziende che nel tempo ne hanno riconosciuto, sfruttato il valore. E ultimamente stanno cercando una sorta di give back, se non cavalcarne l’onda.

     

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