Alessio Fattorini

Community addicted particolarmente attratto da tutto quello che aiuta ed incentiva le persone a lavorare e collaborare insieme
Mi piace creare community, connettere persone e lavorare con l’Open Source

Pablo (26)

La prima volta che incontrai Paolo fu ormai quasi 10 anni fa, ai primi corsi di NethService. Erano i primi come docente, arrivato in Nethesis solo da pochi mesi avevo una paura incredibile di fare brutta figura. Da una parte perchè prendevo il testimone di un gigante come Filippo, dall’altra perchè ai corsi venivano persone come Paolo. Loro erano il mio vero problema. Erano partner molto navigati, ne sapevano più di me ma io non potevo ammetterlo. Speravo sempre che non mi facessero le classiche domande “approfondite”, quelle che venivano dall’esperienza di tutti i giorni.

Ricordo ancora il consiglio di Cristian poco prima del corso 

“Cri, secondo te devo dirlo che è il mio primo corso? Magari sono più buoni :-)”. “Scherzi Ale? Solo tu sai questa cosa, comportati come se fosse la decima volta che lo fai e mostra sicurezza anche se non ce l’hai” Gli americani dicono “Fake it before you make it” e cosi ho fatto.

Ricordo ancora gli incontri ai nostri partner meeting dove Paolone era veramente immancabile. Lo scovavo sempre a confabulare con Filippo in qualche angolo o immerso in lunghe discussioni su musica e strumenti musicali con il nostro Davide “Dave” Marini. Con me il tema era sempre il groupware, i confronti con Zentyal (di cui Paolo era un grande utilizzatore) e l’eterna lotta tra NethService ed Exchange. Era sempre molto interessante parlare con lui, sempre con l’approccio giusto. Di quelli che avevano Nethesis nel cuore e si vedeva che volevano aiutare l’azienda a migliorare e migliorarsi.

Ecco a voi l’intervista a Paolo Bagnoli

Chi è Paolo?

Paolo Bagnoli un ‘76 che viene dalla montagna reggiana. Sposato da 19 anni con Ada ed una magnifica figlia di 5 anni Gioia. Appassionato di tecnologia (in genere), adoro il mio lavoro e le sfide di tutti i giorni. La musica è la seconda passione. La terza passione sarebbe andare a Vela ma purtroppo non c’è il tempo e la distanza dal mare mi impedisce di praticare con una certa costanza.

Quale è stato il percorso che ti ha portato a creare Bagnoli NET?

BagnoliNET nasce nel 1976 da mio padre Lanfranco. Si occupava di tecnologia, di audio hifi veramente importante, ecc …

A 18 anni, quando ho terminato le superiori, sono entrato in azienda ed ho provato ad assemblare qualche PC. Messo in negozio andavano a ruba. Da li parte tutto. Poi un amico che lavorava su netware disse: dai inizia a fare qualche rete, ti aiuto io. A fine del 1998 conobbi Filippo Carletti: tecnico geniale di Teamsystem. A lui devo moltissimo dalle conoscenze all’approccio al troubleshooting.

Tre qualità indispensabili nel tuo lavoro

Pazienza: nonostante il lavoro sia anche passione, la gestione del quotidiano è massacrante.

Curiosità / Passione: il non adagiarsi e mettersi sempre in discussione è il pepe di questo mestiere. Quando finirà questo, dovrò smettere.

Il tuo più grosso successo lavorativo

Non saprei. Sono soddisfatto di tutte le mie installazioni, anche quelle di piccoli uffici di 2 persone che si lasciano consigliare.

Probabilmente il maggiore successo è dato dal mio primo cliente che partì acquistando un pc, il primo pc della azienda. Oggi è una multinazionale ed è ancora cliente.

Cosa significa coniugare la propria passione con il proprio lavoro? Tu ci sei riuscito?

Non so se sia purtroppo o per fortuna ma il limite tra passione e lavoro è molto sottile. Io vivo per la tecnologia e per il mio lavoro. Non avete idea dei soldi che investo nel nostro laboratorio. Le rare giornate con i ragazzi a sperimentare nuove soluzioni, pane salame e prosecco sul banco del laboratorio sono indimenticabili. Quando capisco che sta arrivando la noia cerco di inventarmi qualcosa di nuovo, investo cifre importanti e si parte in una nuova avventura (vedi Trevor oppure la divisione Multimedia).

n.d.r c’è un interessante discussione su Trevor nella nostra community

In cosa Bagnoli NET si differenzia da altre aziende?

Siamo piccolini, appassionati e vorremmo lavorare bene. Per questo facciamo pochissimi nuovi clienti per poter mantenere un servizio da boutique per i clienti. Spesso non lo capiscono però io insisto.

Rapporto personale è un’altro aspetto che pretendo: difficilmente non sono in sintonia con un cliente. Se non c’è feeling e stima reciproca meglio lasciare perdere.

Altro aspetto: non dovendo “vendere” a tutti i costi, forniamo la soluzione custom per ogni cliente senza dover forzare vendite a tutti i costi di materiale o servizi inutili.

Come e quando hai conosciuto Nethesis? Raccontaci un po’ di storia

Conosco Filippo dal 1998, poi Cristian quando arrivò in Teamsystem. Un giorno Filippo mi chiamò e mi disse: ho trovato altre 2 persone e faremo una società portando avanti SME Server ed altri servizi. Conobbi Luca: una persona veramente unica. Era l’inizio del 2004 e Luca mi mandò una mail con un contratto  allegato. Mi scrisse:

Ciao Paolo ti allego questo documento solo per formalizzare la cosa e avere agli atti un foglio per la signora che mi segue le fatture.

Quante/quali installazioni hai portato a casa in questi anni? Si può dire?

C’è un po’ di turnover ma su my.nethesis.it abbiamo circa 100 clienti registrati ed un 150 macchine.

 

 

Immagino che alcune strategie abbiamo funzionato ed altre meno. Cosa hai imparato in questi anni?

Parlando di Nethesis devo dire di aver “lottato” con molti clienti che pretendevano un marchio. Alla fine sono soddisfatti del servizio e se ne fregano del nome. Non ho una strategia precisa: se credo in un prodotto i miei clienti lo capiscono e si fidano.

Conoscere e scambiare informazioni con qualcuno nel campo dell’IT può essere un valore aggiunto?

Si è un valore aggiunto. Ho una cerchia di amici colleghi (purtroppo lontani da me) ci sentiamo quotidianamente condividiamo sia lavoro che vita di tutti i giorni. La community dei partner è un ottimo punto di incontro. Siamo professionisti con problemi molto simili. Bello!

Perché un professionista dell’ICT dovrebbe cambiare il suo modello di business, dove compra e rivende l’HW, per iniziare a dare dei servizi ad alto valore aggiunto come il vostro?

Il box mover è morto. Se un professionista riesce a collezionare una offerta che combina hardware software e servizi è sicuramente vincente.

Cosa fai quando non lavori?

Vivo la famiglia, ascolto musica, mangio !!!

Cosa significa per te la parola Open?

mmm non mi sento troppo “Open”. Sono felice di scambiare impressioni con un collega magari “lontano”. Sono invece molto chiuso con chi può minare il mio territorio.

n.d.r. anche se si sente poco Open, Paolo è uno dei partner più attivi nella nostra community


Grazie Super Paolo, speriamo che il pepe in questo lavoro non ti finisca mai.

 

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