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La Tecnologia è Inutile Se Non Sai Portarla Sul Mercato

 

Ladislao Birò era un tipo speciale, un mezzo artista e inventore con una forte passione: quella di migliorare le cose.

 

Insieme a suo fratello aveva rafforzato una serratura per essere più resistente ai furti oppure aveva creato un vetro speciale per le alte temperature. Provò pure a sviluppare il prototipo di un cambio automatico che vendette alla General Motors.

Il problema è che tutte queste “invenzioni” non gli davano da vivere, quindi come mestiere principale faceva il giornalista per una rivista di Budapest.

 

Ladislao Birò aveva un fissa, una fobia molto particolare, odiava avere le mani sporche. Le lavava e puliva di continuo ma come giornalista non poteva evitare pennini e penne stilografiche.

Il problema delle stilografiche è che andavano ricaricate molto spesso, era necessario sempre aspettare che l’inchiostro si asciugasse ma peggio di tutto macchiavano di continuo fogli e mani.


Lavorando in un giornale pensò che un valido sostituto del comune inchiostro delle penne poteva essere quello usato dalle rotative: si asciugava molto più rapidamente e non lasciava macchie. Inserito dentro una penna però non funzionava, la sua viscosità rendeva la scrittura poco fluida e non scorreva sul foglio facilmente.

 

Un giorno guardando dei ragazzi che giocavano con le biglie vide una cosa che lo colpì all’istante: la pallina uscendo da una pozzanghera lasciava sul terreno una striscia uniforme e regolare. Per Ladislao fu una folgorazione: se tra il contenitore dell’inchiostro e la carta riuscissi a inserire una pallina? Si mise subito all’opera con il fratello Georgy che migliorò la viscosità dell’inchiostro e nel 1938 consegnò il brevetto. L’idea era geniale: cambiando la punta della penna con una sfera l’inchiostro usciva uniforme e veloce.

 

I tempi però erano durissimi, stava arrivando la guerra e a causa delle sue origini ebraiche dovette fuggire prima a Parigi e poi in Argentina.

Inoltre i costi di produzione di una penna a sfera erano troppo alti per le tasche di Birò, che a malincuore dovette abbandonare la sua idea e cedere i diritti ad un barone di origini torinesi trasferitosi in Francia, tal Marcel Bich.

 

Bich intuì subito le potenzialità di quello che aveva per le mani e fece due cose: perfezionò ancora la sfera e l’inchiostro fino a renderla estremamente pratica ma soprattutto utilizzò materiali super economici abbattendo i costi di produzione.

La nuova penna prese il suo nome (venne tolta la ‘h’ per motivi di pronuncia in lingua inglese) e fu subito boom: il barone Bich produceva fino a 10 milioni di biro al giorno, mentre il povero Laszlo Birò morì, sconosciuto e in miseria, in un sobborgo di Buenos Aires nel 1985.

Cosa ci insegna usa storia come questa a noi professionisti dell’ICT? Credo alcune cose molto utili.

 

L’innovazione nasce nel tentativo di migliorare la vita a qualcuno.

Ogni volta che tramite la tecnologia o le nostre conoscenze miglioriamo la vita a colleghi, clienti e aziende: noi stiamo facendo innovazione. Se permettiamo agli altri di fare quello che facevano prima: nella metà del tempo, in modo più semplice e con maggiore soddisfazione. Ecco, noi siamo degli innovatori.

 

L’’innovazione nasce dal saper “osservare cose e persone”.

Se siamo attenti nel guardare come le persone comuni usano la tecnologia, possiamo trovare degli spazi di miglioramento. Non importa quanto siano piccoli, possono fare comunque la differenza. “Ehi ma al posto di usare i tasti fisici del telefono: perchè non usi un’interfaccia web comoda e moderna che ti permette di fare molte più cose, indipendentemente dal posto in cui ti trovi?” Non si può innovare se non ci sporca le mani, se non si osservano quotidianamente le persone cercando di migliorare il modo in cui lavorano. 

 

La tecnologia è inutile se non sai portarla sul mercato.

Serve un po’ di genio per trasformare l’idea in un prodotto che il mercato apprezzi.

Birò ci era arrivato vicino, ma non abbastanza, serviva l’ingegno produttivo di Bich. Da buon imprenditore seppe ottimizzare i costi e rendere il prodotto vendibile su larga scala: fino a produrre oltre 100 miliardi di esemplari.

Tutte le nostre tecnologie all’ultimo grido sono inutili se non sfruttiamo le nostre conoscenze per renderle utilizzabili dai nostri clienti

Dobbiamo farne comprendere l’utilità con delle dimostrazioni pratiche e la convenienza con delle offerte commerciali efficaci.

Altrimenti faranno la fine della penna di Birò: fantastica in teoria ma dimenticata negli scaffali della storia.

 

L’innovazione è un lavoro di squadra.

Il colpo di genio può accadere, ma le grandi invenzioni nascono generalmente da miglioramenti incrementali generati da un gruppo di persone. Ognuno porta la sua idea, e la sua competenze,  guarda il problema da un angolo diverso e permette di avanzare. L’idea della pallina di Birò, il perfezionamento dell’inchiostro del fratello, Bich che cambia il metodo di produzione: tutte questi contributi insieme hanno permesso di rivoluzionare il mondo della scrittura su carta e creare un oggetto che è ancora su tutte le nostre scrivanie

 

E’ il tuo turno adesso.

 

Storie come queste sono inutili se non producono un cambiamento nel tuo modo di lavorare:

  • Usa la tecnologia per migliorare la vita a qualcuno oppure parti egoisticamente da te stesso e cerca di ottimizzare quello che fai tutti i giorni. 
  • Osserva le persone e connetti i puntini. Chissà che non nasca qualcosa di innovativo. 
  • Renditi conto che la tecnologia non basta se non la sai vendere e comunicare.
  • Aggiungi le tue idee a quelle di altri, otterrai uno straordinario risultato comune.

 

Buona innovazione!

 

Alessio Fattorini - Community Marketing Manager

Particolarmente attratto da tutto quello che aiuta ed incentiva le persone a lavorare e collaborare insieme.
In Nethesis creo community, racconto storie e lavoro con l'Open Source.
Community Strategist, Copywriter, Speaker internazionale e Linux Sysadmin

This Post Has 2 Comments
  1. Ciao Marco, mi fa molto piacere sapere che i miei articoli siano stimolanti. Spero che queste “pillole” aiutino il tuo lavoro e facciano venir fuori qualche nuova idea per innovare

     

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